Caldo estremo e Cassa Integrazione 2026: le tutele per imprese e lavoratori

Le temperature eccezionalmente elevate possono rendere pericoloso o impossibile il regolare svolgimento dell’attività lavorativa. Per il periodo dal 1° luglio al 31 dicembre 2026 sono previste specifiche misure di sostegno per le aziende e i lavoratori maggiormente esposti agli eventi climatici estremi.

Con il messaggio n. 2418 del 20 luglio 2026, l’INPS ha fornito le istruzioni operative per l’accesso agli ammortizzatori sociali in presenza di situazioni climatiche eccezionali, comprese le ondate di calore anomalo.

Le disposizioni interessano, in particolare, le imprese appartenenti ai settori:

  • edile;
  • lapideo;
  • delle escavazioni.

Quando il caldo può giustificare la sospensione del lavoro

Il caldo eccessivo non rappresenta soltanto una condizione di disagio, ma può costituire un concreto rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori, soprattutto quando le attività vengono svolte:

  • all’aperto e sotto l’esposizione diretta del sole;
  • su ponteggi, coperture o superfici che aumentano la temperatura percepita;
  • con abbigliamento protettivo pesante;
  • in presenza di macchinari o lavorazioni che producono ulteriore calore;
  • durante mansioni fisicamente particolarmente impegnative.

In presenza di tali condizioni, il datore di lavoro deve valutare se sia possibile proseguire l’attività in sicurezza, modificare gli orari, organizzare pause aggiuntive oppure sospendere o ridurre temporaneamente il lavoro.

Ai fini dell’accesso agli ammortizzatori sociali, assume rilievo non soltanto la temperatura effettivamente registrata, ma anche quella percepita, che può risultare più elevata a causa dell’umidità, dell’esposizione diretta al sole, della tipologia di lavorazione e dei dispositivi di protezione utilizzati.

CIGO 2026 per edilizia, settore lapideo ed escavazioni

Per i datori di lavoro appartenenti ai settori edile, lapideo e delle escavazioni, le sospensioni o le riduzioni dell’attività dovute a eventi climatici oggettivamente non evitabili possono consentire l’accesso alla Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria – CIGO.

Per gli eventi compresi tra il 1° luglio e il 31 dicembre 2026, i periodi autorizzati:

  • non vengono conteggiati nel limite massimo delle 52 settimane nel biennio mobile;
  • non comportano il pagamento del contributo addizionale;
  • possono essere richiesti entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio l’evento.

La misura consente alle imprese maggiormente esposte al rischio climatico di sospendere o ridurre temporaneamente l’attività, tutelando la salute dei lavoratori senza incidere sui limiti ordinari di durata della CIGO.

Cosa accade in presenza di un’ordinanza della pubblica autorità

La sospensione o la riduzione dell’attività può essere determinata anche da un’ordinanza regionale, comunale o emanata da un’altra autorità pubblica.

In questi casi, il datore di lavoro può presentare la domanda utilizzando la specifica causale relativa alla sospensione o riduzione dell’attività disposta dalla pubblica autorità per cause non imputabili all’impresa o ai lavoratori.

La causale deve essere individuata con attenzione, verificando:

  • il contenuto dell’ordinanza;
  • il territorio interessato;
  • il periodo di efficacia;
  • i lavoratori coinvolti;
  • l’effettiva coincidenza con la sospensione o riduzione dell’attività aziendale.

La Cassa Integrazione non è automatica

La presenza di temperature elevate non determina automaticamente il riconoscimento della CIGO.

L’impresa deve dimostrare che il caldo ha effettivamente impedito o reso pericoloso lo svolgimento delle lavorazioni. Nella relazione tecnica allegata alla domanda è quindi opportuno indicare con precisione:

  • le attività e le mansioni interessate;
  • i luoghi nei quali viene svolto il lavoro;
  • gli orari di esposizione;
  • l’eventuale utilizzo di dispositivi di protezione;
  • la presenza di superfici o macchinari che aumentano il calore;
  • il periodo e le ore di sospensione o riduzione;
  • le misure organizzative già adottate dall’impresa.

La valutazione non deve essere effettuata esclusivamente sulla base della temperatura registrata, ma deve tenere conto delle concrete condizioni nelle quali viene svolta l’attività lavorativa.

Cosa deve fare l’impresa

Prima di presentare la domanda è necessario verificare:

  1. il settore di appartenenza e l’ammortizzatore sociale applicabile;
  2. la tipologia di evento e la causale corretta;
  3. i lavoratori e le ore interessate dalla sospensione;
  4. i dati meteorologici relativi al luogo di lavoro;
  5. l’eventuale presenza di ordinanze pubbliche;
  6. il rispetto dei termini di presentazione;
  7. la documentazione necessaria a motivare adeguatamente la richiesta.

Una domanda incompleta, presentata con una causale non corretta o priva di un’adeguata relazione tecnica, può comportare richieste di integrazione documentale o il rigetto della prestazione.

L’assistenza dello Studio

Lo Studio Santopaolo & Partners assiste imprese e datori di lavoro nella valutazione delle condizioni che consentono di accedere alla Cassa Integrazione per caldo estremo, nella predisposizione della documentazione necessaria e nella presentazione delle domande entro i termini previsti.

Ogni situazione deve essere esaminata tenendo conto del settore aziendale, delle mansioni svolte, dell’organizzazione del lavoro e delle specifiche condizioni climatiche.

La tua azienda svolge attività esposte alle temperature elevate? Contatta lo Studio per verificare i requisiti e individuare la procedura più corretta.

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