Assumere un nuovo dipendente nel 2026 può rappresentare un’importante opportunità di crescita per l’impresa, ma prima di procedere è opportuno verificare l’eventuale accesso agli incentivi contributivi disponibili.
Nel corso del 2026 sono operative diverse misure finalizzate a favorire l’occupazione stabile. Tra quelle di maggiore interesse rientrano il Bonus Giovani 2026, il Bonus Donne 2026 e il Bonus ZES 2026.
Non si tratta, però, di agevolazioni automatiche: la possibilità di utilizzarle dipende dalle caratteristiche del lavoratore, dalla tipologia di assunzione, dalla sede di lavoro e dai requisiti dell’impresa.
Bonus Giovani 2026
Il Bonus Giovani 2026 è rivolto ai datori di lavoro privati che effettuano, nel corso del 2026, nuove assunzioni a tempo indeterminato di giovani che non abbiano ancora compiuto 35 anni e che rientrino nelle categorie di lavoratori svantaggiati o molto svantaggiati previste dalla normativa.
L’agevolazione consiste nell’esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, ferma restando l’esclusione dei premi e contributi INAIL.
Il beneficio può arrivare:
- fino a 500 euro al mese per ciascun lavoratore;
- fino a 650 euro al mese per determinate assunzioni presso sedi o unità produttive localizzate nelle regioni della ZES Unica.
La durata dell’esonero può arrivare a 12 o 24 mesi, a seconda delle caratteristiche e della condizione occupazionale del lavoratore.
Pertanto, il solo requisito anagrafico dell’“under 35” non è sufficiente: prima dell’assunzione è necessario verificare attentamente anche la situazione professionale del candidato.
Bonus Donne 2026
Un’altra misura particolarmente interessante è il Bonus Donne 2026, destinato alle assunzioni a tempo indeterminato di lavoratrici considerate svantaggiate o molto svantaggiate secondo i criteri previsti dalla normativa.
Anche in questo caso è previsto un esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, esclusi i premi e i contributi INAIL.
Il massimale dell’agevolazione è pari a:
- 650 euro mensili per ciascuna lavoratrice;
- fino a 800 euro mensili in presenza delle specifiche condizioni previste per le lavoratrici residenti nelle regioni della ZES Unica.
La durata può arrivare fino a 24 mesi per le lavoratrici molto svantaggiate, mentre per altre categorie può essere prevista una durata inferiore.
Anche per questa misura occorre quindi verificare preventivamente il profilo della lavoratrice e il possesso delle condizioni richieste.
Bonus ZES 2026
Per le imprese che operano nel Mezzogiorno assume particolare importanza il Bonus ZES 2026.
L’incentivo è rivolto ai datori di lavoro privati che:
- occupano fino a 10 dipendenti;
- assumono personale non dirigenziale con contratto a tempo indeterminato;
- effettuano l’assunzione presso una sede o unità produttiva localizzata nelle regioni comprese nella ZES Unica;
- assumono lavoratori che abbiano almeno 35 anni e risultino disoccupati da almeno 24 mesi.
L’agevolazione consiste nell’esonero contributivo fino a 650 euro al mese per ciascun lavoratore, per una durata massima di 24 mesi.
Tra le regioni interessate rientra anche la Campania, insieme ad Abruzzo, Basilicata, Calabria, Marche, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna e Umbria secondo le disposizioni applicabili nel 2026.
Per le imprese localizzate sul nostro territorio, quindi, la verifica preventiva di questo incentivo può assumere particolare rilevanza prima di programmare una nuova assunzione.
Quale incentivo conviene utilizzare?
Non esiste un’agevolazione migliore in assoluto.
Prima dell’assunzione occorre mettere in relazione diversi elementi:
il lavoratore: età, stato di disoccupazione, precedenti rapporti di lavoro e altre caratteristiche personali rilevanti;
il contratto: tipologia di rapporto che si intende instaurare e relativo inquadramento;
l’impresa: dimensioni, sede o unità produttiva interessata e situazione contributiva;
la misura agevolativa: durata, massimale, eventuale cumulabilità con altri incentivi e disponibilità delle risorse.
In alcuni casi, infatti, più agevolazioni potrebbero sembrare astrattamente applicabili alla stessa assunzione, ma solo una verifica preventiva consente di individuare quella effettivamente utilizzabile e più conveniente.
I requisiti che l’impresa deve controllare
L’accesso agli incentivi richiede generalmente anche il rispetto di una serie di condizioni da parte del datore di lavoro.
Tra gli aspetti da verificare rientrano:
- regolarità contributiva dell’impresa e DURC;
- rispetto della normativa in materia di lavoro e sicurezza;
- applicazione dei contratti collettivi previsti dalla legge;
- caratteristiche del lavoratore;
- eventuale requisito dell’incremento occupazionale netto, quando previsto;
- compatibilità e cumulabilità con altre agevolazioni;
- corretta presentazione della domanda attraverso i canali INPS.
L’INPS ricorda espressamente, per le misure 2026, l’importanza della regolarità contributiva, del rispetto dei contratti collettivi e, ove richiesto, dell’incremento occupazionale netto.
Perché è importante verificare l’incentivo prima dell’assunzione
La valutazione dovrebbe essere effettuata prima di formalizzare il rapporto di lavoro.
Questo permette all’impresa di conoscere preventivamente:
- il costo effettivo dell’assunzione;
- il risparmio contributivo potenziale;
- la durata del beneficio;
- gli adempimenti necessari;
- l’eventuale presenza di condizioni che potrebbero impedire l’accesso allo sgravio.
Una corretta pianificazione del costo del personale può incidere in modo significativo sulla convenienza economica dell’operazione.
L’assistenza dello Studio
Lo Studio Santopaolo & Partners assiste le imprese nella valutazione preventiva delle nuove assunzioni, verificando il profilo del lavoratore, le caratteristiche del rapporto di lavoro e gli incentivi concretamente applicabili.
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